STEFANO CENCI/

LABORATORIO CARNEFICI

dal 17 al 19 gennaio, c/o Wintergarten

via Michon 31/33, Livorno

Laboratorio intensivo di Teatro Creativo e Scrittura Collettiva

L’attimo della creazione è da considerarsi come un incidente di percorso. Stai facendo una cosa insignificante e ti viene in mente un’idea geniale che hai tanto cercato, una illuminazione che potrebbe cambiare le sorti del mondo. Ti sdrai nel letto e ti risuona in testa una bellissima originale melodia. Ti scotti col fornello e ti esce una parola nuova, mai detta, mai immaginata.

L’ansia di stare in scena, il farmaco della recitazione, il portale magico del gioco scenico ci svelano aspetti di noi che non conosciamo, che trascuriamo, che spesso nascondiamo tenacemente. È proprio attraverso la nudità (dell’anima) che l’artista può nuotare finalmente in quel limbo del non-giudizio, della non-aspettativa, della non-protezione che lo rende assolutamente libero e potente.

E poi scoprire la crudeltà come fascinazione, fuoco che alimenta la necessità di agire in scena. La crudeltà verso il sé, verso l’altro, verso il pubblico. La crudeltà fine a se stessa, grottesca, ridicola, pericolosa, sensuale, infantile. La crudeltà come irriverente provocazione, azione psicologica e non psicologica. Con la leggerezza e l’euforia dei cartoni animati arrivare infine a giocare a farsi male per finta, ad ammazzarsi per finta, per finta godere di potere, forza e superiorità. E divertirsi a scoprire che dovunque c’è un terribile carnefice, lì c’è anche una terribile vittima.

SCOPO DEL LABORATORIO

Con l’ausilio di esercizi e giochi mirati a smarrire se stessi, rinunciando al proprio comodo e rassicurante Io per finire nell’inesplorato e a volte pauroso Altro, è proprio questo che si vuole indagare con il laboratorio: attraverso la provocazione del gioco vittima\carnefice indagare l’errore, l’imbarazzo, riscoprirci angeli e demoni in grado di realizzare l’impossibile. Dentro di noi si nascondono tantissime storie e colori ed emozioni. L’artista non solo deve essere abile nel trovare nel mondo i suoi stimoli, i suoi nemici, i suoi obiettivi, ma soprattutto deve essere in grado di trovarli dentro di sé, con curiosità e coraggio.

Chi mette a repentaglio la propria lucidità mentale ha una lucidità mentale da mettere a repentaglio? Cosa succede quando apriamo le porte al nostro lato oscuro e lo lasciamo uscire allo scoperto? Cosa succede al nostro cervello quando ci si bloccano le parole, i pensieri si accavallano, ci si infila in strade senza via d’uscita, con il fare e con il dire, finendo per impazzire?

PROGRAMMA

Attraverso i nostri limiti biologici. Esercizi fisici atti a scoprire cosa possiamo e cosa non possiamo fare. Agire nello spazio da soli e col gruppo di lavoro. Oltre o ai confini delle possibilità delle leggi della fisica e della resistenza umana. Il cervello come subalterno del corpo.

Lo sguardo degli altri. Noi per primi siamo gli Altri. Come liberarci del nostro e loro (pre)giudizio? Dove affondare le unghie per spezzare le catene del “socialmente corretto”? Come ribaltare i piani in modo che sia lo spettatore nell’imbarazzo di sentirsi osservato e non viceversa?

Il vaso di Pandora – la nostra emotività. La nostra emotività è il più pericoloso dei luoghi d’indagine. È lì che rinchiudiamo trasfigurati tutti i ricordi (belli e brutti) che ci hanno condizionato la vita. E non hanno più la forma di episodi o di fatti, sono veri e propri esseri. È lì che questi mostri (belli e brutti) vivono. L’emotività è il loro habitat e noi, lì, dobbiamo essere solo ospiti passeggeri, curiosi ma educati.. Scrittura collettiva di un sogno. Come si arriva a rendere tutto il materiale informe prodotto dalla casualità del nostro attimo creativo un’opera fruibile, ripetibile e da noi indipendente?

Il Laboratorio aperto ad adulti di tutte le età, anche senza specifica esperienza teatrale, che dovranno

presentarsi con un abbigliamento neutro e comodo.

Stefano Cenci si diploma nel 1997 alla Scuola di Teatro di Bologna e dopo diverse esperienze lavorative a Bologna con il Teatro Comunale e l’Arena del Sole (Unreported Inbound Palermo regia Peter Beat e Lager regia di Vittorio Franceschi, per citarne due) trova una collaborazione continua con il Teatro Due – Teatro Stabile di Parma. Con il Teatro Due lavora alla realizzazione di diversi spettacoli tra cui: Romeo e Giulietta di W. Shakespeare, La signora dalle scarpe strette di Vittorio Franceschi per la regia di Walter Le Moli; L’Angelo Sterminatore di L. Boñuel, Fratelli Cervi ultima mezz’ora di A. Dalla Giacoma, Come vi Piace di William Shakespeare, con Elisabetta Pozzi, Dio di Woody Hallen, per la regia di Gigi Dall’Aglio. Nello stesso periodo partecipa inoltre ai due anni di tournée de L’idiota di F. Dostojevskij, regia di Gigi Dall’Aglio, con Giulio Scarpati, prodotto dalla Cooperativa del Mezzogiorno Gli Ipocriti, e alla tournée di Elettra di Euripide, regia di Piero Maccarinelli, con Elisabetta Pozzi, della stessa produzione e cooprodotto dal Teatro Due. Dal 2002 ad oggi collabora stabilmente con Armando Punzo, direttore artistico del VolterraTeatro Festival e regista della Compagnia Della Fortezza di Volterra.

Nel 2004 lo spettacolo I Pescecani, ovvero quel che resta di B. Brecht di A. Punzo, di cui è attore e assistente alla regia, vince il Premio Ubu come miglior spettacolo. Nel 2010 lo spettacolo Alice nel Paese delle Meraviglie – Saggio sulla fine di una civiltà di A. Punzo, di cui è attore e assistente alla regia, vince il Premio Ubu come miglior regia.

Dal 2007 è direttore artistico di Arti Vive Festival e Arti Vive Habitat a Soliera (MO)    www.artivive.it

PER ISCRIZIONE

inviare mail con c.v:

dimitricanessa@gmail.com

​per info: 3498675103

​costo: 120 euro + 5 euro tessera