MUSICHE DA UN PICCOLO MONDO

Durante il lockdown il Comune di Livorno, attraverso la figura dell’Assessore alla Cultura, ha avviato un dialogo con alcune delle compagnie del territorio nel tentativo di sostenerle in un periodo così difficile, durante il quale la loro attività era (ed è !!!) fortemente compromessa. Data la necessità di evitare qualsiasi forma di evento “in presenza”, il video è subito apparsa la soluzione più sensata e praticabile. Agli artisti veniva dunque chiesto di parlare della propria città, o di un personaggio ad essa legata. Il tema era evidente... Ma ci serviva uno slancio verso il futuro. Da qui l’idea di MUSICHE DA UN PICCOLO MONDO, un itinerario immaginario/poetico, un omaggio d'amore (malgrado tutto) a questa città. Una poetica del togliere, del cogliere il piccolo gesto che rimanda allegoricamente alla storia che lega tutte e tutti quelli che ritengono che sia essenziale ricordare. Tutte e tutti: umani, non più umani, mai stati umani.

MUSICHE DA UN PICCOLO MONDO / CORTOMETRAGGIO

 

Ideazione e regia: Elisa Canessa

Con: Federico Dimitri e Irma Dimitri

Camera, fotografia e montaggio: Marco Bruciati

Fonico presa diretta e montaggio audio Abi Alberto Battocchi

 

Nel 1977, a bordo della sonda spaziale Voyager, viene spedito il Voyager Golden Record.

Si tratta di un disco per grammofono che contiene suoni e immagini selezionate al fine di portare le diverse varietà di vita e cultura della Terra. E' una sorta ci capsula del tempo ed è concepito per qualunque forma di vita extraterrestre o per la specie umana del futuro che lo possa trovare. Nel disco sono presenti una varietà di 115 immagini e un gran numero di suoni naturali, come quelli prodotti dalle onde, dal vento, dai tuoni e suoni prodotti da animali, come il canto degli uccelli e quello delle balene. Con questi venne inserita una selezione musicale proveniente da diverse culture e diverse epoche tra cui il Primo movimento, Concerto brandeburghese no. 2 in Fa di Bach, la Danza sacrificale da La sagra della primavera di Stravinskij, la Sinfonia no. 5 di Beethoven. Johnny B. Goode di Chuck Berry, il Canto Notturno degli Indiani Navajo e molti altri. 

 

“Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, così da poter vivere fino ai vostri.”     Jimmy Carter

Questo antefatto storico è il punto di partenza del nostro progetto.

In una Livorno deserta, un padre e una figlia vagano per le strade. Armati di macchina fotografica e strane attrezzature per la registrazione, raccolgono suoni e immagini da lanciare nello spazio. I suoni reali, ma anche quelli della nostra memoria. Il rumore del vento e del mare, certo, ma anche l'Intermezzo di Cavalleria Rusticana, quasi evaporasse dalle pietre assolate dei nostri palazzi. Le gru e i suggestivi profili del porto, Piero Ciampi ma anche i Pink Floyd... come se il suono della loro musica fosse rimasto imprigionato sugli spalti dello stadio dopo il mitico concerto del 1989. In ogni luogo attraversato, il suono di un tempo che fu si fonde con i suoni del nostro presente.

Una sorta di capsula del tempo, un dono da un piccolo e distante pianeta per qualsiasi forma di vita extraterrestre che un giorno, chissà, potrebbe raccoglierla… Un itinerario poetico, un percorso immaginario attraverso squarci, frammenti, musiche, poesie della nostra città.