MELODIKA KANTORIANA

(CREPINO GLI ARTISTI)

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EVENTO SITE SPECIFIC / direzione: Elisa Canessa e Federico Dimitri
con: Dzhuraeva Makhina
Gu Tianyu 
König Paula
Larcher Lukas
Pscolkova Marketa
Prod’hom Margot
Wagner Nora 
Lunque Jimenez Antonio Ramon 
Moeschler Sara 

 

Elisa Canessa e Federico Dimitri dirigono la classe di studenti Master dell'Accademia Svizzera di Teatro del Movimento in un percorso attorno alla figura del grande regista polacco Tadeusz Kantor. Dopo un laboratorio intensivo della durata di 15 giorni, gli studenti presentano una performance creata appositamente all'interno dei locali della Casa della Cultura / Cisternino di Città - Livorno.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra:
Compagnia Dimitri/Canessa, Accademia Teatro Dimitri (CH), Comune di Livorno e Teatro Goldoni. 

La performance, il cui tema centrale è quello della memoria dell'infanzia e dei luoghi dimenticati, ben si adatta a molteplici tipologie di edifici.

 

La stanza della mia infanzia è scura, un bugigattolo ingombro.Non è vero che la stanza dell'infanzia nella nostra memoria rimane soleggiata e luminosa.
E' tale soltantoin una convenzione letteraria di maniera. Si tratta di una stanza morta e di morti.
Invano la metteremo a posto: morirà sempre.
Se tuttavia ne estraessimo anche degli effimeri frammenti -un pezzetto di divano, la finestra, e aldilà una strada che si perde nel fondo, un raggio di sole sul pavimento, i gambali gialli di mio padre, e il pianto della mamma, e il viso di qualcuno dall'altra parte del vetro della finestra - è possibile che allora cominci a delinearsi la nostra vera stanza dell'infanzia.
Importante è la finestra!!!
Aldilà, come s'è detto, una strada si perde nel fondo e al termine un palazzo rosa a più piani. Da quest'angolo spariva mia madre, quando partiva per un lungo periodo, dietro quella svolta che era la fine del mondo. Ecco la stanza della mia infanzia, che rimetto sempre apposto e continuamente muore,insieme ai suoi inquilini, del resto.
Gli inquilini sono la mia famiglia. Tutti ripetono all'infinito le loro attività, come se fossero impressi su una lastra fotografica, per l'eternità
-
Tedeusz Kantor

I fatti comuni sono schierati nel tempo, allineati lungo il suo corso come su un filo. Là, essi si affollano e si susseguono senza tregua né interruzione.
Che fare, invece, degli avvenimenti che non hanno il loro posto nel tempo, e che sono rimasti in un certo modo per aria, sospesi…
Forse, questo mio tempo, è come un bambino concepito in tarda età, rimasto indietro nella crescita. Un tempo gobbo, più ipotetico che reale. Un tempo bianco, stupito,  che viaggia ormai su un binario morto.

Che cosa strana…questa sembra la mia vecchia camera d’infanzia. Come ci sono arrivato? Mio padre diceva, che nei vecchi appartamenti esistono stanze di cui ci si dimentica. Trascurate per mesi, deperiscono in totale abbandono, e accade che  si richiudano in se stesse, e perdute ormai per sempre alla nostra memoria, smarriscono a poco a poco la propria esistenza.
Io vivo di niente in questa camera morta. Le mosche da un pezzo visono crepate, una dopo l’altra.
Soltanto io, topo immortale, fruscio leggero in questa stanza morta.

-Bruno Schulz